Alla fine degli anni Sessanta Marco Zanuso ideò il Marcuso osservando i deflettori per automobili, dove una staffa veniva incollata direttamente sul vetro: immaginò di applicare quella tecnologia al mobile per superare definitivamente la struttura tradizionale a gambe e traverse. Il risultato fu il modello 2532, prodotto da Zanotta a partire dal 1970 — un tavolo che, come scrisse il critico Stefano Casciani, era “concepito e costruito come un edificio moderno”, con basi in acciaio inox incollate direttamente al piano in cristallo e gambe avvitabili che rendono la struttura completamente smontabile. Zanuso apparteneva a quella generazione di progettisti italiani che promuoveva una rottura netta con il tradizionalismo prebellico, sperimentando nuovi materiali e tecnologie industriali. Il tavolo è documentato nel Repertorio del Design Italiano 1950–2000 per l’Arredamento Domestico ed è presente in collezioni museali tra cui il MoMA di New York. Questo esemplare appartiene alla variante circolare tripode della famiglia Marcuso — la configurazione meno diffusa. Le tre gambe a sezione tubolare, di diametro generoso, sono in acciaio inox lucidato, ciascuna con un cappuccio metallico lavorato a macchina incollato direttamente al piano di vetro. All’estremità inferiore ogni gamba poggia su un piedino tornito in legno a tono naturale caldo — un dettaglio che attenua il carattere industriale del pezzo e lo colloca nella produzione dei primi anni Settanta, quando alcune versioni integravano materiali organici. Il piano in cristallo temperato fumé, di circa 1,5 cm di spessore, ha un forte impatto visivo e restituisce una tonalità grafite densa che varia con la luce. Il profilo complessivo è basso e raccolto, coerente con le configurazioni living dell’interior razionalista italiano dell’epoca.