OPERA 1: VEGETOANIMALE
• Artista: Angelo Barovier (Venezia, 1927 – Murano, 2008) – Celebre designer e artista muranese, noto per la sperimentazione materica.
• Titolo dell'opera: VEGETOANIMALE
• Firma e Datazioni:
• Sul fronte (recto): Firmato e datato in basso al centro "Angelo Barovier 59".
• Sul retro (verso): Intitolato, firmato e datato a mano sulla tavola "VEGETOANIMALE / "Angelo Barovier" / 1959" a sinistra; iscrizione della data di completamento "GIUGNO 1959" a destra.
• Tecnica e Materiali: Vetropittura (esclusiva ed originale tecnica d'avanguardia ideata dall'artista, eseguita mediante l'applicazione e la stratificazione su tavola di polveri vitree, graniglie di vetro policrome in diverse granulometrie e smalti aggettanti).
• Dimensioni: 85 x 65 cm
• Epoca: Giugno 1959 (Periodo informale e di piena sperimentazione materico-vitrea).
• Descrizione del Soggetto: Composizione astratto-informale a forte rilievo plastico. Su un fondo a campitura satura di tonalità gialle e verdi acide a texture ruvida, si innesta una struttura centrale organica ramificata di colore blu cobalto scuro che evoca forme naturali ibride, a metà strada tra elementi di biologia marina, floristica e strutture cellulari primordiali.
• Provenienza Storica: Collezione Vianello Vissere.
OPERA 2: PAESAGGIO LUNARE
• Artista: Angelo Barovier (Venezia, 1927 – Murano, 2008).
• Titolo dell'opera: Paesaggio lunare
• Firma e Datazione:
• Sul fronte (recto): Firmato e datato in basso al centro "Angelo Barovier 1959".
• Sul retro (verso): Superficie del telaio di supporto lignea, priva di iscrizioni autografe visibili sulla tavola (struttura a pannello intero).
• Tecnica e Materiali: Vetropittura (applicazione e fusione a freddo di polveri di vetro, cristalli frantumati, inserti di tessere vitree geometriche e canne di vetro di Murano applicate a rilievo su tavola trattata).
• Dimensioni: 85 x 65 cm
• Epoca: 1959
• Descrizione del Soggetto: Rappresentazione cosmica e astratta ispirata allo spazio profondo. Il fondo materico blu notte e azzurro polvere è costellato da intrusioni minerali e sabbiose dai toni bruni e ocra. Spiccano elementi vitrei tridimensionali applicati: un disco giallo circolare a rilievo sulla sinistra a simboleggiare un corpo celeste (luna/pianeta), agglomerati di canne di vetro cilindriche parallele (verdi e gialle) nella sezione centrale e inferiore destra, e frammenti cristallini sparsi che rifrangono la luce.
• Provenienza Storica: Collezione Vianello Vissere
--- Le Rare Pitture su Lastra di Vetro Fuso degli Anni '50
Marchio d'Arte "Angelo Barovier" – Direzione Artistica Ercole Barovier
Nel panorama del Novecento vitreo muranese, i dipinti su lastra firmati "Angelo Barovier" rappresentano un capitolo d'élite, sofisticato ed estremamente intellettuale. Per comprendere appieno la genesi di queste opere, è necessario contestualizzare la struttura artistica della celebre manifattura Barovier & Toso durante il secondo dopoguerra.
Negli anni '50, la vetreria operava sotto il genio assoluto e la direzione artistica di Ercole Barovier (1889-1972), mente innovatrice capace di traghettare il vetro veneziano nella modernità. La firma "Angelo Barovier" apposta in originale su queste spettacolari piastre non fa riferimento all'omonimo e leggendario antenato del Quattrocento (inventore del cristallo muranese), bensì a un marchio d'arte esclusivo, un tributo dinastico e commerciale che la manifattura scelse di adottare per siglare la propria produzione pittorica e monumentale più prestigiosa.
Questi manufatti non nascevano come oggetti seriali da catalogo, ma come veri e propri manifesti dell'unione tra la chimica dei materiali vitrei e l'espressionismo pittorico d'avanguardia, concepiti direttamente per le grandi esposizioni, per le gallerie d'arte o su commissione di illuminati architetti d'interni della metà del secolo.
- Le due opere si distinguono radicalmente dalla comune pittura su vetro decorativa. Non si tratta, infatti, di semplici dipinti eseguiti a freddo o di smalti superficiali ripassati a muffola. Il processo produttivo di queste lastre è un esempio magistrale di pittura a caldo ad altissima complessità tecnica:
L'artista partiva da una lastra di vetro trasparente o opaco di forte spessore, utilizzata come una vera e propria tela bianca.
Sulla superficie venivano stratificati frammenti di vetro policromo, graniglie di diverse granulometrie, polveri d'ossido metallico (per ottenere le tipiche colorazioni vibranti degli anni '50) e tessere vitree preformate. Il manufatto così composto veniva inserito nel forno a gran fuoco. Durante la cottura, i diversi elementi si fondevano strutturalmente con la lastra di supporto, senza perdere la propria identità formale ma compenetrandosi a livello molecolare.
La lastra subiva poi un lunghissimo e delicatissimo processo di ricottura nei forni di tempera per eliminare le tensioni interne del materiale.Il risultato estetico è strabiliante e unico: il pigmento vitreo acquisisce uno spessore plastico, un bassorilievo materico e una capacità di rifrazione della luce tridimensionale assolutamente impossibili da replicare su una normale tela o tavola. La luce non si limita a illuminare la superficie, ma attraversa l'opera, modificandone la percezione cromatica a seconda dell'angolo di osservazione.
Assoluta Rarità sul Mercato
Mentre i vasi d'autore firmati da Ercole Barovier (come le celebri serie Barbarici, Zebrati, Oriente o Saturnei) compaiono con relativa frequenza nelle aste internazionali e sul mercato antiquario, le lastre pittoriche autonome degli anni '50 sono oggetti di una rarità estrema. I motivi di tale scarsità sul mercato collezionistico sono molteplici:
La maggior parte delle lastre prodotte in fornace nasceva per essere integrata direttamente nell'architettura d'interni del tempo (inserti per paraventi, porte monumentali, pareti divisorie o mobili di lusso). Moltissime di esse sono andate distrutte durante le ristrutturazioni edilizie o sono rimaste prive di firma poiché concepite come elementi strutturali. Il fatto che queste due specifiche opere presentino la firma originale "Angelo Barovier" e la datazione coeva ne attesta in modo inequivocabile lo status di 'opere d'arte autonome'. Furono concepite fin dal principio come quadri da esposizione, un fattore che ne moltiplica il valore storico e collezionistico.
Trovare due lastre di questa complessità in condizioni eccellenti e integre costituisce una rarità statistica rilevante.
Per queste ragioni, l'acquisizione e l'esposizione di due dipinti su vetro fuso degli anni '50 rappresentano un evento di alto profilo culturale, capace di attrarre l'attenzione sia dei collezionisti storici del vetro di Murano, sia degli estimatori internazionali del grande design d'interni del Novecento.