lampada in vetro di Murano opalino degli anni '80 realizzata dai maestri vetrai di Murano. Prodotto in buone condizioni con piccola usura causata dagli anni e dall'uso. L'arte vetraria veneziana ha radici molto antiche e risale alla conoscenza romana e bizantina. Quando si sviluppò aveva sede a Venezia, ma per paura di incendi, in seguito si decise che gli artigiani del vetro si trasferirono sull'isola di Murano, e i loro laboratori furono concentrati in particolare lungo il famoso Rio dei Vetrai. È interessante notare che, a differenza di altre zone in cui si diffuse la lavorazione del vetro e cioè vicino alle materie prime, Venezia e Murano utilizzavano materiali importati da luoghi lontani. Si tratta però di un problema strutturale per l'intera isola: far arrivare lì le materie prime! Per comprendere l'importanza della produzione del vetro a Venezia, basti pensare che i maestri vetrai godevano di un certo prestigio anche nella società: erano iscritti nel libro d'oro delle famiglie patrizie veneziane e le loro figlie potevano sposare la nobile prole. È anche grazie ai maestri vetrai di Murano che dobbiamo la creazione del cristallo nel 1450: una qualità raffinata e pregiata del vetro che, sinonimo di eleganza, divenne molto ricercata nelle corti. Le raffinate produzioni di Murano erano conosciute in tutto il mondo e, nel XVI secolo, periodo di declino della Serenissima, furono ampiamente richieste dalle corti dei nobili del periodo barocco, che apprezzarono particolarmente la varietà del lattimi: un peculiare vetro bianco latte che, per il suo colore, si sposava bene con i mobili dell'epoca. Oggi la vetreria di Murano, pur mantenendo intatte le sue tradizioni, rappresenta probabilmente una delle realtà artigianali italiane più legate al design, al made in Italy e all’arte contemporanea.