Realizzato in Italia negli anni Cinquanta dalla celebre manifattura Fontana Arte, questo straordinario posacenere in cristallo massiccio rappresenta uno degli esempi più emblematici della maestria tecnica e della poetica della luce che hanno reso unica la produzione della casa milanese.
Interamente ottenuto da un blocco unico di cristallo scolpito e lucidato a mano, l’oggetto si distingue per la raffinata alternanza tra le superfici morbide e levigate della parte centrale e i bordi irregolari e cesellati, che creano un effetto di rifrazione cangiante.
La luce, catturata e riflessa dal materiale, modella il volume come una scultura viva, capace di trasformarsi continuamente a seconda dell’incidenza luminosa.
Il linguaggio estetico è quello della Fontana Arte degli anni Cinquanta, una stagione in cui la ricerca sul cristallo veniva elevata a forma d’arte attraverso processi di lavorazione complessi e manuali. Il posacenere riflette l’eredità stilistica di Pietro Chiesa, fondatore del laboratorio vetrario, e al tempo stesso anticipa le tensioni formali più dinamiche introdotte da Max Ingrand, che ne raccolse la direzione artistica nel decennio successivo.
Più che un semplice oggetto d’uso, questa creazione è una micro-scultura luminosa, dove la materia stessa diventa architettura. La densità e la trasparenza del cristallo, unite alla precisione del taglio, restituiscono l’immagine di un design italiano in bilico tra funzionalità e lirismo, tra arte applicata e gesto scultoreo.
Un’opera di grande eleganza e potenza visiva, simbolo dell’eccellenza artigianale e del pensiero progettuale che hanno reso Fontana Arte una delle più importanti realtà del design del Novecento.
In condizioni eccellenti, con minimi segni del tempo coerenti con l’età.