18.02.2020

I famosi

L’ombrello e la prova del tempo

In bilico tra moda e design, l’ombrello è un accessorio millenario che ha saputo vincere la prova dello spazio, e soprattutto quella del tempo. Ritenuto inizialmente un simbolo di prosperità riservato a pochi, l’ombrello è oggi uno degli oggetti più comuni in circolazione con una gamma di optional sviluppati per averne uno sempre a disposizione.

Come lascia intendere il suo nome - dal latino umbra - l’ombrello nasce come mezzo per ripararsi dal sole e non dalla pioggia. Sviluppato in Oriente per servire le classi sociali più elevate il parasole nasce almeno 3000 anni prima della nascita di Cristo. Gli antichi egizi montavano sui loro carri o su bastoni portati da schiavi dei grandi ventagli variopinti fatti di foglie di palma e papiri. Contemporaneamente in Cina gli Imperatori avevano preso l’abitudine di coprirsi la testa con degli ombrellini pieghevoli fatti di carta di riso dipinta che divennero presto oggetti di culto. Infine in India e Birmania gli antichi re e i principi ostentavano grandi ed elaborati ombrelli nelle loro sale del trono, così come nei templi induisti per omaggiare gli dei.

A liberarlo dalla sua accezione elitaria e devozionale furono le nobil donne dell’antica Grecia e soprattutto le matrone romane che ne fecero un elemento di civetteria. Dopo un periodo di decadenza nel Medioevo, l’ombrello torna poi in voga nel mondo occidentale tra ‘500 e il ‘600 quando i commerci con l’Oriente divennero più frequenti. Ma è solo nel ’700 che l’ombrello diventa un accessorio pensato per ripararsi dalla pioggia. Lanciato a Parigi nel 1710 nella sua versione pieghevole da Jean Marius ed esibito in ogni occasione a Londra da Jonas Hanway che ne sdoganò i connotati femminili, l’ombrello si diffonde sempre più nell’800.

Incredibilmente la forma, come anche il concetto basilare dietro al design dell’ombrello non è molto cambiato da allora ad oggi, piuttosto sono stati i materiali, il peso e le dimensioni a caratterizzarne l’evoluzione nel ‘900. Sembra che invece di focalizzarsi sul parapioggia i creatori si sono concentrati sugli accessori da dedicargli creando un'intera gamma di appositi e pezzi di design.

I portaombrelli, per esempio, sono diventati un pezzo cult presente in ogni ingresso di casa e non c’è designer che non si sia cimentato a risolvere il problema di dove far sgocciolare l’ombrello o di dove riporlo perché non scivoli. Innovative le proposte minimaliste lanciate negli ultimi anni da Nendo, eleganti quelle in ottone degli anni ‘50 e davvero uniche quelle in ceramica decorata a mano. Ma anche gli stilisti e gli artisti sembrano non aver dimenticato l’ombrello nelle loro creazioni: appaiono così versioni mini per le borse delle signore, e bastoni da gentleman intagliati e scolpiti in argento. Insomma sembra proprio che l’ombrello sia a prova di qualsiasi tempo... 

Se volete saperne di più, potete visitare l’unico museo al mondo dedicato a questo longevo accessorio, il museo di Gignese, sul Lago Maggiore, dove si possono ammirare pezzi rari creati con materiali preziosi da maestri ombrellai italiani e non.