Piatto in porcellana cinese, '700

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Venditore SILVER a Prato, Italy

Descrizione dell'oggetto

Piatto in porcellana cinese da esportazione, realizzato nelle famose fornaci di Jingdezhen durante il periodo Qianlong (1736–1795), sotto la dinastia Qing, e risalente probabilmente al periodo tra il 1760 e il 1775 circa. Il piatto è stato prodotto per il mercato europeo ed era destinato all’esportazione attraverso le consolidate rotte commerciali marittime che collegavano la Cina ai principali mercati occidentali. La decorazione, interamente dipinta a mano in blu cobalto sotto smalto, raffigurante una raffinata scena di giardino ispirata all'arte pittorica tradizionale cinese. La composizione è dominata da un grande salice piangente, sotto il quale sono ritratte due figure in abiti d’epoca intente a conversare, a suggerire un momento di compagnia e svago condiviso. Una palizzata e un ponte, insieme ad altri elementi naturali e architettonici, completano il paesaggio in una composizione equilibrata e armoniosa. Il bordo largo e leggermente smerlato è riccamente decorato con un elegante motivo simmetrico composto da motivi geometrici e floreali, intervallati da elementi ornamentali finemente lavorati. Questo tipo di decorazione riflette la raffinata estetica sviluppata nel corso del XVIII secolo per le porcellane cinesi prodotte appositamente per i mercati occidentali. La combinazione di motivi che vedi qui — tra cui il salice piangente, la palizzata, il ponte e le figure — ha costituito una delle principali fonti di ispirazione per il successivo sviluppo del celebre “Western Blue Willow”, o “Willow Pattern”. Questo motivo in stile particolarmente cineserie divenne popolare nella ceramica europea, soprattutto in Inghilterra, dalla fine del XVIII secolo fino all'inizio del XIX secolo. Questo tipo di decorazione paesaggistica in blu e bianco è generalmente associata alle porcellane cinesi destinate all'esportazione, prodotte dalla metà del XVIII secolo fino agli ultimi decenni dello stesso secolo, e rappresenta uno dei temi decorativi di maggior successo introdotti dalla Cina nei mercati europei. L'assenza di un marchio sul fondo è del tutto coerente con la natura di questo tipo di porcellana da esportazione. Una parte consistente delle porcellane cinesi prodotte per il mercato europeo nel corso del XVIII secolo non recava alcun marchio. I marchi imperiali erano associati principalmente alle porcellane realizzate per la corte imperiale e per le commissioni ufficiali, mentre gran parte della produzione commerciale delle fornaci di Jingdezhen destinata all'esportazione non recava alcun marchio identificativo. Di conseguenza, l’assenza di un marchio non dovrebbe, di per sé, essere considerata una prova a sfavore dell’attribuzione o della datazione dell’opera. Diverse caratteristiche stilistiche e tecniche sono compatibili con una datazione al XVIII secolo, tra cui il bordo dalle forme morbide, la particolare tonalità del blu cobalto, il repertorio paesaggistico e figurativo e l'anello di base relativamente basso: tutte caratteristiche che si riscontrano spesso nelle porcellane cinesi destinate all'esportazione di quel periodo. Il piatto può essere attribuito alle fornaci di Jingdezhen, nella provincia di Jiangxi, il centro storico più importante della produzione di porcellana cinese e, fin dal XIV secolo, una delle principali regioni produttrici di porcellana al mondo. Le fornaci locali rifornivano sia il mercato interno che il vasto commercio internazionale gestito dai mercanti cinesi. Le Compagnie delle Indie Orientali hanno avuto un ruolo fondamentale nel portare la porcellana cinese in Europa. Piuttosto che gestire stabilimenti produttivi a Jingdezhen, queste aziende fungevano in genere da importanti intermediari commerciali, acquistando e trasportando grandi quantità di merci asiatiche verso i mercati occidentali, tra cui porcellana, tè e seta. Tra le principali compagnie coinvolte nel commercio con la Cina c'erano la Compagnia britannica delle Indie orientali, fondata nel 1600; la Compagnia olandese delle Indie orientali (VOC), fondata nel 1602; la Compagnia francese delle Indie orientali; la Compagnia danese delle Indie orientali; e la Compagnia svedese delle Indie orientali. La rotta commerciale della porcellana destinata all’Europa partiva in genere dalle fornaci di Jingdezhen, passava per i mercanti cinesi e arrivava al porto di Canton (Guangzhou), da dove le compagnie commerciali europee trasportavano il carico verso i rispettivi mercati. In mancanza di documentazione specifica sulla provenienza, non è possibile stabilire con certezza quale Compagnia delle Indie Orientali sia stata responsabile dell'importazione di questo particolare piatto in Europa. La sua storia, però, è perfettamente in linea con la rete commerciale che, nel corso del XVIII secolo, ha fatto conoscere la porcellana di Jingdezhen ai collezionisti europei e alle famiglie aristocratiche. Il piatto è in buone condizioni, compatibilmente con la sua età e la sua natura. La porcellana conserva le sue caratteristiche intrinseche e presenta lievi irregolarità superficiali legate ai processi artigianali di modellatura, decorazione e cottura tipici della produzione del XVIII secolo. Sono visibili anche piccole inclusioni e tracce minime di ossidazione ferruginosa, attribuibili al ferro naturalmente presente nelle materie prime ceramiche. Queste caratteristiche, che si sono sviluppate e sono diventate più evidenti nel corso dei secoli, fanno parte della patina storica naturale dell'oggetto e contribuiscono alla sua autenticità materiale e al carattere distintivo di un pezzo di porcellana cinese d'esportazione del periodo antico. Dimensioni: Diametro: 28 cm (11,02 pollici); Altezza: 3 cm (1,18 pollici).

ID: 4672-1791456323-171439

Dettagli sull'oggetto

Blu
Bianco

Colore

Altro

Materiale

Buono

Condizione

Orientale

Origine

700

Periodo

1

Quantità

Misure dell'oggetto

3 cm

Altezza

28 cm

Larghezza

28 cm

Profondità


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