Olio su tela. Scuola italiana di fine '700.
Si tratta di una copia antica del celeberrimo dipinto su tavola di Raffaello Sanzio, realizzato nel 1513-1514 e attualmente conservato a Palazzo Pitti di Firenze.
L'analisi del cretto e del telaio permettono di collocare questa tela in una produzione antica, ancora del XVIII secolo.
L'opera raffaellita ebbe notevole successo e fu ampiamente replicata, per la dolcezza intimista che emana.
La Vergine e il Figlio si stringono in un dolce abbraccio: Maria, adagiata su una sedia della quale intravediamo lo schienale, si abbandona in un gesto amorevole, avvolgendo tra le morbide braccia un paffuto Bambino. La gamba alzata ne sorregge il peso mentre la testa inclinata ne sfiora il volto, in una posa che rimarca il carattere sentimentale del dipinto.
San Giovannino li osserva, assorto, poco più indietro, le mani giunte in preghiera.
Anche lo spettatore è invitato a partecipare alla scena attraverso un attento gioco di sguardi: Gesù, serio, guarda lontano, verso l'esterno, mentre la Madonna ingaggia direttamente gli astanti con un'espressione malinconica.
L'opera è presentata in cornice dorata di metà '800.