Olio su tela. Firmato in basso a destra "J. Dupont da Velzquez".
Si tratta di una copia del celebre capolavoro di Diego Velazquez, realizzato nel 1657 circa e conservato al Museo del Prado.
Fino alla metà del XX secolo il dipinto era intitolato "La fabbrica di arazzi di Santa Isabella in Madrid": solo nel 1948, infatti, gli studi dello storico e critico d'arte Diego Angulo Íñiguez permisero di ravvisare una relazione tra il dipinto e l'antico mito greco di Aracne.
Nella scena, in primo piano alcune filatrici lavorano in una stanza disadorna e mal illuminata da una luce soffusa e riflessa dall'ambiente retrostante.
Cinque sono le donne: a sinistra, in penombra, la più anziana che aziona la ruota della spoliatrice, di fronte a lei, sulla destra, in piena luce, una giovane ragazza che raccoglie il filo nell'aspa; esse sono le raffigurazioni rispettivamente di Atena, ancora celata sotto false sembianze, e l'umana Aracne, durante la loro gara.
Le altre tre donne fanno semplicemente da contorno, quella centrale è solo una sagoma statica.
In secondo piano, centrale e illuminata da un potente fascio di luce che emerge da sinistra, nonchè ravvivata dai colori accesi dell\'arazzo e dalle vesti, la scena della rivelazione della dea alla donna.
Rispetto all' originale questa copia, pur fedele nelle figure e nei dettagli descritti, è realizzata con pennellate più sfumate e meno definite nei contorni oltre che con colori meno accesi.
'opera è presentata in cornice.