Arredoluce, fondata a Monza nel 1943, è stata una delle aziende italiane produttrici di illuminazione più ambiziose dal punto di vista tecnico e formale nei decenni del dopoguerra. L’azienda è stata tra le prime ad adottare diffusori sferici magnetici orientabili, consentendo all’utente di reindirizzare la sorgente luminosa tra posizione diretta e indiretta senza articolazioni meccaniche — un’idea funzionale che è diventata uno dei tratti distintivi del marchio. Nel corso degli anni ’60, Arredoluce sviluppò una linea di faretti ad alta intensità con diffusori sferici orientabili, in risposta diretta alla cultura visiva dell’era spaziale di quel periodo: la lampadina a vista, la cupola in acrilico, la struttura metallica laccata con precisione — oggetti che si leggono contemporaneamente come strumenti funzionali e proposte scultoree. Arredoluce continuò la produzione fino al 1979, e la produzione degli anni ’60 e dei primi anni ’70 rappresenta l’apice della sperimentazione formale dell’azienda. La coppia è composta da due lampade di dimensioni diverse, entrambe con struttura in metallo laccato — una in nero opaco, l’altra in bianco — ciascuna con al suo interno un globo in acrilico trasparente. La lampada bianca, più grande, presenta una struttura articolata a più petali disposta a spirale attorno al globo. La lampada nera, più compatta ed essenziale, si avvicina maggiormente alla tipologia del bulbo oculare nella sua forma più pura. Entrambi i pezzi mostrano l’approccio alle finiture caratteristico della produzione Arredoluce: laccatura opaca senza cromature, volumi geometrici puliti, precisione industriale senza distacco. La seconda lampada misura 24x24x23H