Una monumentale scultura in marmo raffigurante la dea Venere in un momento di intima contemplazione presso una sorgente sacra. La figura nuda è raffigurata nella posa canonica accovacciata: un braccio appoggiato sul ginocchio piegato, l'altro elegantemente esteso lateralmente, creando un raffinato ritmo incrociato di movimento. La rotazione della testa e la delicata inclinazione del busto formano un sottile gioco di volumi, sottolineando il carattere introspettivo e poetico dell'immagine.
L'iconografia deriva dal celebre prototipo antico della “Venere Bagnante”, noto attraverso copie romane in marmo del II secolo a.C. Lo scultore del XIX secolo interpreta l'antico canone in modo accademico raffinato, prestando particolare attenzione all'anatomia idealizzata, alla modellazione fluida e al delicato trattamento della superficie marmorea. Il marmo bianco, arricchito da una morbida patina naturale, esalta il senso di purezza e di armonia senza tempo.
La figura poggia su una rigorosa base ottagonale decorata con un fregio di perle, sottolineando il carattere neoclassico dell'opera. La scala quasi a grandezza naturale conferisce alla scultura una presenza museale e una dignità architettonica.