Il dipinto Il giudizio di Parigi è un raffinato esempio di pittura fiamminga dell'inizio del XVIII secolo, che prosegue la grande tradizione degli antichi maestri. L'opera raffigura uno dei soggetti più celebri della mitologia classica: la scelta di Paride, figlio del re Priamo di Troia, a cui fu affidato il compito di decidere quale delle tre dee, Era, Atena o Afrodite, fosse la più bella.
Al centro della composizione, Paride è raffigurato seduto sotto un albero nel momento in cui dona la mela d'oro ad Afrodite, dea della bellezza e dell'amore. Afrodite è ritratta in un drappeggio che cade dolcemente, la sua figura intrisa di eleganza e serena maestosità. Accanto a lei c'è Cupido con la sua faretra di frecce, che rafforza l'allegoria dell'amore. Atena appare con indosso un elmo e un'armatura come incarnazione della saggezza e della gloria marziale, mentre Era, accompagnata dal pavone - il suo tradizionale attributo iconografico - rappresenta la sovranità e la dignità reale.
La composizione riflette l'influenza dell'eredità artistica di Peter Paul Rubens (1577-1640) e dei suoi seguaci. La ricca tavolozza calda, i contrasti espressivi di luci e ombre, i gesti dinamici e il trattamento scultoreo delle figure sono tratti caratteristici della pittura barocca fiamminga.
L'intensità emotiva dello stile barocco, la modellazione sensuale della forma umana e la disposizione teatrale dello spazio si combinano qui con una maggiore chiarezza compositiva e armonia decorativa tipiche della pittura europea dei primi del XVIII secolo.