Il gruppo scultoreo Il Ratto delle Sabine è stato creato sul celebre modello del maestro fiorentino Giovanni da Bologna, una delle figure di spicco del tardo Manierismo e del primo Barocco. La composizione si riferisce a uno degli episodi più drammatici della storia leggendaria romana, associato alla fondazione di Roma e all'inizio della cosiddetta Guerra Sabina.
Il gruppo multifigure è concepito secondo il principio della figura serpentinata, caratteristico del linguaggio scultoreo del Giambologna. L'occhio dello spettatore si muove verso l'alto con un movimento a spirale: dalla figura sconfitta e supplichevole alla base al protagonista maschile centrale che afferma il possesso, e ulteriormente alla figura femminile ascendente, il cui gesto intensifica la tensione drammatica. Il contrasto delle pose, l'opposizione dei gesti e la complessa disposizione spaziale creano un potente senso di movimento continuo e di conflitto interiore.
La modellazione dei corpi nudi richiama l'antichità classica, mentre le pose espressive e la composizione dinamica riflettono l'estetica del Manierismo. Il trattamento superficiale imita visivamente il bronzo con una patina nobile, caratteristica tipica degli interni di alta qualità e delle repliche da collezione prodotte nel corso del XX secolo.